MÜLLER THURGAU: SFIDA TRA 68 ETICHETTE

Cresce il numero e qualità delle etichette in lizza per aggiudicarsi la Medaglia d’Argento, la Medaglia d’Oro e la Gran Medaglia d’Oro. I vini, degustati da una giuria composta da 18 esperti, saranno premiati venerdì 30 giugno, alle 20.30, presso il Parco Tre Maestri di Cembra

Cembra (TN), 27 giugno 2017 – Grande attesa, anche quest’anno, per i risultati del XIV Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau, che verranno comunicati venerdì 30 giugno, nell’ambito della 30° edizione della manifestazione Müller Thurgau: Vino di Montagna, promossa nell’ambito del coordinamento delle manifestazioni enologiche provinciali dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino.
L’appuntamento è alle ore 20.30, presso il Parco Tre Maestri di Cembra. Alla premiazione seguirà una degustazione, a posti limitati, a cura di Roberto Bellini, vicepresidente AIS Nazionale, e Mariano Francesconi, Presidente AIS Trentino.
Ben 68 i vini in concorso quest’anno, provenienti sia dall’Italia – 35 trentini, 12 altoatesini , 1 veneto e 1 lombardo – sia dall’estero, con 15 vini dalla Germania e 5 dalla Repubblica Ceca, valutati da un panel di 18 esperti del mondo enologico (10 enologi, 4 rappresentanti di ONAV, AIS e ASPI e 4 giornalisti di settore) suddivisi in tre commissioni di assaggio.
Ogni vino è stato giudicato alla cieca da due commissioni ottenendo così 12 punteggi, in base al metodo di valutazione dell’Unione Internazionale Enologi, che prevede un’analisi complessiva che prende in considerazione vista, olfatto, gusto e gusto-olfatto. I vini che avranno ottenuto un punteggio tra 80 e 84,99 potranno ambire alla Medaglia d’Argento, quelli tra 85 e 89,99 alla Medaglia d’Oro e quelli sopra 90 alla Gran Medaglia d’Oro. “Negli ultimi anni – spiega Mattia Clementi, Presidente della Rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna – la valutazione media è in costante aumento, segnale della crescente qualità di produzioni che partecipano al concorso”.
A crescere non è solo la qualità dei prodotti in gara ma anche la loro quantità: se nel 2014 erano 44 i vini partecipanti, nel 2015 erano diventati 56 e nel 2016 ben 62, fino ai 68 di quest’anno. Una dimostrazione del fatto che la Rassegna e il relativo Concorso sono diventati un punto di riferimento per i produttori di Müller Thurgau dell’Arco Alpino.
I vini in concorso potranno essere degustati, nel corso della Rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna, nella splendida cornice di Palazzo Maffei secondo i seguenti orari: giovedì 29 giugno dalle 19.00 alle 23.00, venerdì 30 giugno dalle 17.00 alle 23.00, sabato 1 luglio dalle 10.00 alle 24.00 e domenica 2 luglio dalle 10.00 alle 23.00.

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3 Commenti

  1. Mattia Clementi

    Ad essere eleganti bisognerebbe far silenzio, astenersi da ogni commento…
    Riprendo l’inizio del commento del sig. Angelo Rossi, sicuramente calzante per l’occasione.
    Devo constatare che purtroppo non avete dato un’occhiata sufficientemente attenta al programma di quest’anno e nemmeno siete stati alla nostra manifestazione prima di scrivere, ma vi siete limitati a conclusioni facili, sterili e banali.
    I momenti di riflessione sulla sottozona Valle di Cembra sono stati più d’uno: in particolare cito l’intervento di Gianni Fabrizio, una degustazione dei vini territoriali (i 4 vini della sottozona, ovvero Pinot Nero, Müller Thurgau, Schiava e Riesling, ed il Trento) dove il focus non sono state le caratteristiche organolettiche dei vini, ma proprio la caratterizzazione degli stessi data dall’ambiente cembrano e le possibilità di comunicazione del territorio e dei suoi prodotti attraverso strumenti come la sottozona.
    Abbiamo peraltro avuto tra noi anche un inviato di Merum, proprio per ragionare sull’evoluzione di quella Valle dei Senza Nome. E altri eventi sulla sottozona sono in programma nei prossimi mesi in importanti manifestazioni nazionali.
    Sicuramente è un piccolo passo, niente di eclatante, ma è un passo avanti nella definizione dell’identità del territorio e della riconoscibilità dei suoi prodotti: un passo peraltro svolto da un’associazione di VOLONTARI, che svolge un lavoro enorme con altrettanta passione e dedizione.
    La Rassegna Internazionale rimane poi un importante strumento per confrontarsi, per capire, per scoprire altri vini, altri territori e produttori… E il sano confronto crediamo sia alla base di ogni processo di crescita!
    Per quanto riguarda l’ultima “feroce battuta” sul Pinot Grigio (credo abbiate usato le parole migliori, si tratta sicuramente di una battuta di spirito): potremmo benissimo dire il contrario, le remunerazioni del pinot grigio spesso non sono giustificate dai prezzi delle bottiglie, quindi…
    Le remunerazioni delle nostre uve sono frutto della fatica immane dei nostri contadini, non sicuramente di quella degli altri: anzi, dovremmo forse chiedere che venga dato un valore all’immagine della viticoltura di montagna (Cembra e non solo) usata per promuovere anche il pinot grigio di fondovalle, in modo da gratificare meglio il grande lavoro dei nostri agricoltori eroici.
    Comunque vi ringrazio, le critiche sono sempre uno stimolo a riflettere, a migliorarsi, ad impegnarsi di più… Sicuramente ne trarremo spunti interessanti per le prossime edizioni, alle quali spero di incontrarvi e scambiare idee, opinioni, suggerimenti davanti a un buon bicchiere di Müller Thurgau Valle di Cembra Superiore!

    Mattia Clementi
    Presidente Comitato Mostra Valle di Cembra

  2. Noto che gli ambienti luterani hanno acuito la tua consueta lucidità, Angelo.
    In realtà mentre pubblicavo questo c.s. anche io sono stato preso da un moto di delusione. Mi sarei aspettato per il 30 esimo, un cambio di marcia e una scelta decisa verso la definizione territoriale di questo vino, soprattutto ora, dopo che il disciplinare ha messo a regime la sottozona Cembra.
    Nemmeno quest’anno è accaduto, e la valle continua a restare la valle dei senza nome, inutilmente affidata alla meteora del varietalismo.

  3. Angelo Rossi Angelo Rossi

    Ad essere eleganti bisognerebbe far silenzio, astenersi da ogni commento e lasciare che le cose vadano come hanno deciso che debbano andare. Del resto il Müller Thurgau ha bisogno di promozione, o no? O forse ne avrebbe più bisogno la Valle di Cembra? Ci siamo già dimenticati i ragionamenti sulla Valle dei Senza Nome?
    Evidentemente sì, e allora che serve?
    Mi sovviene la feroce battuta sentita pochi giorni fa da un direttore di Cantina di Vallagarina: se non ci fossimo noi col Pinot grigio a mandargli su parte dei nostri utili, quelli avrebbero già chiuso!

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