UN VINO PATRIZIO

Ero seduto vicino a Gianni Longoni, il delegato Fisar Milano, l’altro ieri sera a cena con amici e tra le bottiglie che la padrona di casa aveva generosamente messo a disposizione per la serata c’era un Patrizio, IGT Rosso Bergamasca di Eligio Magri del 2007.

Non eravamo lì per fare una degustazione classica, né tanto meno compilare una scheda. Ricordo un vino armonico, confettura di more, una leggera nota di spezie, un legno che non prevarica, tannini appena accennati, grande bevibilità.

Gianni mi guarda e mi chiede: “Ma, secondo te, perché questi vini non se li fila nessuno?”. E io non ho saputo rispondere.

 

CONDIVIDI CON

23 Commenti

  1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

    Caro Stefano,
    grazie per la cortese risposta. Non intendevo svalutare né te né il produttore. Avendo però quel po’ di conoscenza mktg e vendite nel vino non solo trentino (o felè a ciascuno il so’ mistè’) metto ancora in discussione le molte denominazioni DOC, DOCG, DOP, IGT, Millesimato, ecc. più i vari patronimici (Chianti, Trentino, Franciacorta, ecc.) e i tanti disciplinari stretti o gonfiati come palloncini che – a mio avviso – fanno solo confusione al consumatore finale che desidera solo avere prezzo, qualità e territorio ben identificabili per poi, eventualmente, proseguire nell’acquisto delle bottiglie preferite.
    Le denominazioni, nei tempi, sono servite non solo a cercare di far ordine nelle italiche vigne ma in particolare a giustificare– troppo spesso – gli aumenti di prezzo e costo del prodotto..
    Per questo IGT, anche se piccolo gioiello, il prezzo è per me alto ma sono certo che avrà successo presso selezionati intenditori e collezionisti.
    Se vedi Scienza salutamelo ma anche Manzoni come pure altri personaggi illustri che hanno tentato di mettere un po’ di ordine in un bailamme produttivo e vinicolo, per finire in Veneto dove, tanti problemi non se li fanno. Eccetto, oggi, il signor Zonin.
    Grazie ancora e a presto.

  2. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

    E’ il tempo delle “MORE”, MA adesso sono QUELLE BANCARIE ! Continuo a non credere che in un vino qualche illuminato tasta vino professionale continua a dire che in un vino si solfeggia “confettura di more, una leggera nota di spezie, un legno che non prevarica, tannini appena accennati, grande bevibilità.”
    Sembra un supermercato dei gusti. Ad ogni modo sono sciuro che era una splendida, elegante serata nella me Milàn !
    “Rosso Bergamasca” a che prezzo sta per il popolo ??1 E soprattutto dove si può conquistare questo tesoro in Lombardia e dintorni ? Odio l’onanismo enoico anche se fatto in amabile compagnia.

      1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

        52 euro per un IGT, anche se nobile, più le spese di spedizione mi sembra il modo giusto per abbassare il livello di consumo e la reale degustazione dei vini anche on line.
        Se è vero l’assioma “poco a molto” (in vendita) è altrettanto vero che il “poco” anche se molto nobile non può seguire le regole di selettiva diffusione.
        La “nicchia” è pericolosa anche per i nicchiatori !
        Moleskine, Lucia Letrari, Angelo, Morgan, collega Ziliani e Pederzolli, Pojer, Peterlana junior, Pisoni che ne pensate ??

        1. Se IGT garantisce il Paradise.. anche 520 euro cad..!! Anche 5.200.. D’altronde a Manhattan ho visto una magnum di Chateaux Lafitte 2005 a 12.500 dollari.. Buono per i panini alla mortadella.. Ops.. meglio Mortandela, visto che siamo in Trentino..

          Allegati

          1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

            Paradise Lost – Caro Gianni, a Thaiti Sud un TrentoDoc con tanto di marchio, prodotto da It/Tn/921 e distribuito da una azienda di Bardolino, lo pago 6.99 (euro).
            Potenza della globalizzazione vinicola !
            Percepisci chiaramente la crosta di pane, i 36 mesi sui lieviti, apprezzi il bel color paglierino … e costa meno dell’aragosta che qui prendiamo anche con il caffellatte.
            Lo degusto fedelmente con il pescato del giorno, a tutto pasto, mattina e sera con Faanui – signora di lingua francese – che di queste cose se ne intende davvero.
            Gli Igt praticamente non li conoscono ma se li trovano li danno da bere ai loro preziosi alberi di cocco.

            Allegati

                1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

                  Caro Gianni, suggerisco il ristorante “Topone” di Casteggio, il lindo pesello dove cercarono di fare un frizzante spumante con le uve dell’Oltrepo’. Oggi la cantina ha chiuso. Mi apre giusto

                    1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

                      Oltrepo’ : un sogno di giovinezza che ha sapore di baci …. Pavia, la città dove perdersi e ritrovarsi, magari drogandosi con quel terribile, famoso e santo, liquore verde della Certosa. Poco distante c’era il Tris di Risotti, del famoso uomo che inventò poi il Canoviano, dalle parti di piazza Hoepli a Milano.
                      Lì ti servivano anche Doc del Trentino, vini selezionati con cura e competenza.
                      E poi ?
                      Attendo aggiornamenti e dettagli – grazie Gianni

    1. Stefano Ferroni Stefano Ferroni

      Caro Giuliano,

      si tratta di vini, di un intero territorio, pesantemente sottovalutato.

      Non lo dico io, che sarò un tasta vini più o meno professionale però riesco a distinguere un bicchiere di vino da un lampadario: ma personaggi molto più importanti di me, noti e apprezzati a livello internazionale, tra cui, per dire, il professor Attilio Scienza e Ian D’Agata.

      Del prezzo del vino è già stato detto, l’unica cosa da aggiungere è che potrebbe essere difficile procurarsi il 2007. Però, visto che chiedi di acquistarlo in Lombardia, prova ad andare direttamente in cantina.

      Se fai un giro da quelle parti prova anche il Donna Marta della tenuta Le Mojole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *