A PROPOSITO DI TERRITORIO CHE NON RESISTE


Un post su Facebook racconta la difficoltà di alcuni territori, in questo caso il Monte Baldo trentino, di costruire politiche coerenti con un orizzonte identitario.

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65 Commenti

  1. Ma sa ghe vegnu en ment??? Ehi nai for per le verze ??? Abbiamo un ricchissimo panorama di prodotti, di luoghi, di storia, di territorio da offrire ai turisti e agli stessi abitanti e invece di usufruirne andiamo a proporre prodotti che provengono da tutt’altra parte ??? ma perché ste robe erano partiti bene l’anno scorso e quest’anno i se sputtana così

    1. Cosa vuoi Giacomo, cosa vuoi. Ghe quei come ti, che te te enventi de somenar frumento sol perchè è bello, come mi, con tutti i me problemi, che se enventa de far cose nuove, macinano chilometri per vedere cosa fanno gli altri per copiare idee possibilmente innovative. E restiamo degli apprendisti. Dopo ci sono i votati, gli eletti. Banale dire che gli organizzatori di questa cosa fanno le loro cose bene. Però sarebbe bello, che ne so, vedere magari il logo del comune sulle etichette del muller thurghau bio della cantina di mori. Una idea così, tanto per dirne una. Senza tante menate de simboli o presepi.

  2. Se ci sono le forze in campo, a Brentonico, lo siano, facciano le forze. Cosa tira il carrozzone? I prodotti tipici? Proponete una mostra mercato. Il turismo? Finite l’impianto di illuminazione a san Giacomo. L’immagine della montagna a misura d’uomo? Assoldate guide del territorio. Partendo dalla stazione FS che corriera arriva a Brentonico in mattinata? Un giro guidato, una magnata, il ritorno in pullman alla stazione FS. Pubblicità per tutto, e qui i politici fanno la loro parte.

  3. Ottima idea!!!!
    Somiglia un sacco alla fiera che volevo organizzare dalle mie parti!!

    Io amo con tutto me stesso il mio territorio.

    Perciò ho proprio pensato di far vendere alici, olive e taralli!! Vi sembro pazzo?! Pol èser ma provate a seguirmi..

    Il mio ragionamento è stato:
    – vorrei fare una festa per far conoscere i prodotti enogastronomici peculiari del mio territorio.
    – vorrei che durasse nel tempo e diventasse un punto di riferimento.. la “classica da non perdere”
    – (vorrei però rappresentare tutti i contadini. Quindi vorrei lo stand del piccolo privato, del grosso privato, quello della cooperativa, del consorzio, ecc.. uno in fianco all’altro.. ma metti che questo è un mio pallino ☺️ tu hai capito Tiziano)

    Tornando a noi, ho pensato:
    – ma in una logica a lungo termine, chi voglio che ci venga all’inizio? Io vorrei che la gente del posto fosse fiera dei propri prodotti e li conoscesse meglio, in modo da divenirne il primo promotore… Promuovendo di conseguenza l’evento
    – se voglio che sta cosa diventi importante, la mia “gente del posto” sono i trentini!
    – ma quanti trentini sono almeno passati, o addirittura si son fermati, nella mia valle?
    – se organizzo la “festa del canederlo”
    (estrmizzando la banalità) quanti ne verranno? misèrie
    – in una logica di promozione autentica del territorio da parte di chi lo vive (che sto portando avanti con altre iniziative) cosa dà una fiera di soli turisti o quasi? Deve in primis essere sentita dai locali…

    Allora sai che faccio?
    Faccio una fiera con le eccellenze di tutt’Italia (anche della Mitteleuropa se mi riesce).. Un qualcosa di curato e ben fatto, che dia un motivo ad uno delle valli vicine per fare il passo o la forra che ci divide.. ci farei un angolino trentino quasi trascurabile, ma ci deve essere chiaro e distinto già dal primo anno (subito non dichiaro che negli anni la farà da padrone)
    – chicca: ci aggiungo uno stand che fà da mangiare per ogni minoranza etnica che ho quà (molti da anni, proviamo a integrarli).. Però già da subito tiro l’acqua al molin e gli chiedo di reinterpretare le loro cotture e le loro lavorazioni con i nostri prodotti (qualcosa ho assaggiato, ed è roba che un Trentino apprezzerebbe)

    Quindi: se come credo, un trentino nel 2017, trova più sensato fare 10-20-30 km per mangiare qualcosa di inusuale (da chi al McDonald ghe n’è 40 de km, e c’è chi ci và apposta per en panet), più inusuale di polenta e spezzatino… gli faccio trovare i cannoli siciliani!, ed i migliori anche!!
    Ma i cannoli ce li mangiamo assieme mentre parliamo delle cime dei monti difronte, e magari ci abbiniamo il vin santo di Toblino.. Taaaacccc…
    ‼️Sta a noi che organizziamo spiegargli, raccontargli e mostrargli il territorio per far sì che se ne innamori. questo passaggio è FONDAMENTALE, altrimenti è tutto inutile ed anzi, controproducente.‼️

    La sagra dell’acciuga non è la mia casa. Ma a casa mia mangio anche le acciughe. Faccio una festa a cui la gente ha motivo d’andare. La faccio qui. Tu vieni qui. Se ti mando a quel paese, te ne vai, qualunque sia la festa. Se ti faccio sentire a casa, tu torni, qualunque sia la festa.

    Un Trentino che sà cosa sono le noci varietà bleggiana, cos’è la conservazione naturale delle patate del Lomaso… Uno che sà che le mele ci sono anche a Stenico, e pure le viti.. Uno che conosce le farine dell’Arrigo, della Marina, dell’Andrea o del Bortolo… Un Trentino che possa dire: “Si, è proprio un bel posto”… PER ME VALE ORO.
    Se questo mette piede in valle, ed ho modo di spiegarglielo, siamo 1000 passi avanti rispetto al non sapere nemmeno che esistiamo.

    Sarebbe bellissimo fare la sagra dei prodotti delle Giudicarie o del Baldo e che tutti accorressero. Non è così, soprattutto perché non siamo coesi come trentini. Manco come associazioni nello stesso paese. Perciò c’è da lavorare io non scarto nessuna strada, basta che lo scopo ultimo, anzi, il primo in cima a sto papiro, resti quello:
    io amo con tutto me stesso il mio territorio.

    Io credo che questo sia un modo ragionare di un #territoriocheresiste con le unghie ed i denti.

    1. Il tuo ragionando fila perfettamente Luca. E ne condivido l impianto. Ma non credo sia questo il ragiona mento che si è fatto a Brentonico. Ammesso che se ne sia fatto uno.
      Ps;: se per la tua valle cerchi una proposta così mettitii in contatto con questa associazione La montagna in città..e cerca ti Ignazio Ignazio Orgiana. Sono bravi e meritano. La mia perplessità, infatti, non riguarda loro ma la decontestualizzazione di un evento privo di una progettualità come la tua.

    2. Ciao a tutti. Il mercatino di Brentonico e’ farina del mio sacco e di quello di altri associati della associazione la montagna in città . Tutti i brentegani potenziali espositori della piazza dei sapori sono stati invitati. Inizialmente avevano aderito in quattro ma due hanno poi rinunciato. Per chi lo desiderasse la possibilità di esporre c’è ancora. Basta rivolgersi al sottoscritto (3332299813) o direttamente al comune . Possibilmente contribuendo alle spese di organizzazione interamente sostenute dalla nostra associazione

  4. Siccome dal fortino dei sogni, mi è stato chiesto di abbassare i toni, da bravo miliziano osservante e obbediente la pianto qui. Solo una breve notazione alle osservazioni di Nicola Campostrini: non mi piace l idea di comunità, la trovo astratta. Preferisco mettermi al servizio Delle idee di una parte e cercare di declinarle in concreto. Ho provato a farlo su Brentonico, offrendo alcune indicazioni e contributi al Parco: un paio di convegni da me organizzati in collaborazione con Fem e uno workshop a Milano lo scorso anno, in cui ho provato a fare passare la mia idea di parco e di territorio. Evidentemente non ci sono riuscito e la mia visione è stata considerata non utile. Tanto che dopo sei mesi di collaborazione è rimasto solo l odore della cenere. Ma comunque ci ho provato a mettere a disposizione le mie due competenze ad un idea di sviluppo. Probabilmente sono partire di idee sbagliate o decontestualizzate. Ci sta. E tutto sommato si sta bene anche nel ruolo di minoranza. Dopodiché probabilmente da ultimo dei mohicani continuo a credere nel primato della politica, come luogo dove si intuisce e si costruisce il futuro. Non mi pare purtroppo sia questi il a ruolo che la politica e vuole recitare in vallagarina. E infine rivendico anche il diritto alla critica, aspra e argomentata (come in questo caso, su cui tutti, tu compreso, mi pare si guardano bene dal dare una spiegazione verosimile e magari convincente). E ora saluti a tutti e torno a volare basso, per non disturbare il manovratore. Hasta siempre

  5. Fa caldo e siamo tutti un po’nervosi.
    Ieri ho passato una giornata tra le bellezze e le funzionalita’altoatesine. Tutto perfetto ovviamente, specie se hai una ricca carta di credito. Ma mi e’rimasto, come spesso accade nei miei spostamenti in alto adige, un senso di irrisolto.
    Il nostro Baldo, la Lessinia, la “bassa”vallagarina saranno sgarrupati, scoordinati, fuori tempo. Per me e’ solo casa e, onestamente, preferisco la nostra autentica confusione ad un asettico, preordinato, funzionale, organizzatissimo perfezionismo.
    Io le mie idee sul Baldo le ho e ci sto investendo, certo di uscirne bene.

    1. ….Albino , sopratutto senza aspettare che la politica tracci una linea etc etc etc ….che è quello che ha ucciso l’imprenditoria sul Baldo. Anestetizzato la voglia di fare e creato il più vero socialismo reale…tutti ad aspettare che la politica indichi la via…..

  6. Io trovo molto più grave che persone con capacità e idee (come Matteo Gottardi o Tiziano Bianchi) non si mettano a disposizione della comunità e continuino a criticare le cose che vengono proposte e fatte. La politica sbaglierà e non accontenterà mai tutti ma se non ci mettiamo in gioco personalmente nessuno può risolvere tutti i nostri problemi. Il tavolo per il turismo è aperto a tutti, senza bandiere ne’ schieramenti politici e ha bisogno di idee e prospettive nuove!

    1. Non possiedo l’ambizione di avere idee da condividere. Sono un ignorante che esprime la propria opinione. Non possiedo nè capacità nè intelligenza nè soluzioni. Il diritto di critica, nicola, è universalmente riconosciuto, sta ai criticati analizzare la propria posizione. Nel mio piccolo ho personalmente portato all’attenzione degli amministratori almeno due questioni di importanza varia, una di importanza elevata. Ricordo ma non riferisco quello che ne è derivato, nè le risposte che ho ottenuto. D’ora in poi basta. Chi vuole parlarne ha una birra pagata alla locanda. fatevi avanti.

  7. Si si Matteo ..tacciamoci..tutti quanti. Tacciono loro, Quinto Canali, Alessandra Astolfi, Mariano Tardivo, Filippo Passerini, Manuela Francesconi, tacciamoci anche noi. E #seguirabrindisi. (E chissà cosa penserà il turista di noi…lo scorso anno gli abbiamo sciroppato una mostra sulla cultura vietnamita e quest anno le alici pugliesi e la porchetta di Ariccia)

    1. Buongiorno a tutti. Ciao Tiziano. Non entro nel merito del singolo evento. Porto la mia breve esperienza all’interno del Tavolo del Turismo. Ho osservato in questi due anni che pochissimi operatori e produttori locali sono interessati alla progettazione e alla realizzazione di eventi per la promozione e valorizzazione del loro prodotto (agricolo o turistico che sia). So che questo può sembrare strano ma è una cosa che ho visto coi miei occhi partecipando a riunioni deserte e a gruppi di lavoro senza lavoranti.

    2. Eh ci credo..Filippo che i tavoli restano deserti fino a che ..la politica non offrirà un orizzonte credibile di sviluppo. Focalizzato sul territorio….(la prova dell’ inconsistenza della politica è questo evento, di per se rispettabilissimo e conosco e stimo gli organizzatori i) tavoli continuetrano a restare deserti. E ciascuno continuerà a fare quel che può..

    3. E’ vero, Filippo. Sono e rimango però convinto che la politica, quella dalla p maiuscola, debba dare linee di indirizzo chiare, intense e tese al posdomani. Non al pomeriggio del giorno corrente. Debba analizzare la realtà tangibile ed agire di conseguenza. Io vedo, invece, simbolismi, presepi, scenografie, storie e sogni. Nella mia grande, immensa, ignoranza non riesco a leggere una idea a lungo termine. E’ vostro compito indirizzare, dire la vostra idea, scontentare qualcuno, non fare tavoli dove raccogliere idee. Questo e’, in mia opinione, il paradigma. E spero di essere, nella eventualita’, il primo destinatario di una idea impopolare. Ma cristo una buttatela fuori!

  8. Nooooooo…..ridere per non piangere direi…..
    Però Matteo, ci sarà la focaccioa genoveseeeee!potresti prendermene un po’ 😉
    Poi ho letto anche lo strudel con pasta sfoglia della Val Venosta…..
    Questo è divino!!
    Certo che se.fosse fatto con la tua farina………

    1. i prodotti del baldo sono inesistenti! E’ notoriamente una zona disadattata, disagiata, disgraziata. Malfrequentata, i cui abitanti sono, per lo più, dei rompicojoni ( alcuni dei quali co la madaja ). Urbanisticamente devastata da idee di sviluppo ignobili, l’unico motivo che fa esistere questo territorio è una nutrita produzione di presepi, scenografie e certificazioni varie. E, se posso, una produzione di simboli decisamente negromantica, in cui nessun semiologo riuscirebbe, senza un profondo studio, a cavarci una linea di pensiero.

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