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118 Comments

  1. Non conosco così approfonditamente il sistema ma è evidente che il problema del vino trentino non è solo nei pochi 3 bicchieri ricevuti. Dal punto di vista delle manifestazioni occorrono anche nuove idee. Negli anni delle vacche grasse si sono fatte alla bene meglio. Ora è tempo di reinventarsi, ma non tutti sono pronti. Amministrazioni in primis.

  2. Saltato Mondo Merlot di Aldeno, saltata La Vigna Eccellente Premio al miglior Vigneto di #Marzemino a Isera, la causa : dicono motivo economico dei Comuni. Se è così, possiamo chiudere tutte le manifestazioni locali. Nel #territoriocheresiste resterà nulla, zero e zero ancora. Che delusione …

    1. io penso, che si debba fare una distinzione fra sagre e mostre vinicole. Le prime forse devono pesare sui comuni, servono a dare solidità al tessuto sociale. Le mostre vinicole, invece, sono uno strumento al servizio dei produttori, e non è compito dei comuni tenerle aperte. Ma delle associazioni di categoria.. In questo caso non si capisce cosa stia facendo consorzio vini del trentino.

    2. no…in realtà il bilancio di consorzio vini del trentino per la parte promozione è assorbito interamente da vinitaly e da prowein. Poi c’era una fetta del bilancio che arrivava dalla provincia (trentino marketing ) per la promozione territoriale. Ma consorzio ha preferito girare la partita alla Strada del Vino e lavarsene le mani.

    3. Non ho idea dei contributori del mondo merlot … però se comune e cantine consorzio privati non riescono a fare sinergia per qualche giorno … va a remengo tutto eh … (ps: non patagonavo mondo merlot ad una sagra … ci andavo da “sempre”)

    4. fino a due anni fa i veri “finanziatori” di mm erano le multinazionali della chimica…da bayer a basf e tutte le altre. lo scorso anno coraggiosamente il sindaco fioretti rinunciò a questi sponsor e andò avanti da solo. Ma il punto è che non deve essere una competenza del comune, ma di consorzio vini, se consorzio, presieduto dal presidente di Aldeno, crede al merlot. Altrimenti ci dicano a cosa credono.

    1. Non si tratta di essere uccello del malaugurio ma avere l’onestà intellettuale di dire le cose
      Giustamente tu hai sottolineato che puntare sulla varietà e non sul territorio è un errore
      Io negli ultimi anni a Cembra non ho visto affollamento di curiosi enoici interessati al vitigno e questo dispiace per tutti coloro che profondono impegno e passione per organizzare l’evento
      Per essere attrattivi però occorre avere il coraggio di fare un passo in più e promuovere un distretto cembrano PIWI, il territorio con le sue difficoltà si presterebbe eccome e l’opportunità va colta prima di arrivare secondi

    2. è una bella idea quella del distretto PIWI e mi pare che a Lavis lo abbiano capito e stiano progettando un bel lavoro per Cembra Piwi. Io per quel che posso porterò i PIWI cembrani oggi in produzione a Milano il prossimo 10 novembre ad un evento FISAR. Anzi se ti va di venire di mando info.

    1. Ma no, sol da agricolo primario no riesso a capir come se poda premiar la situazione en generale quando la viticoltura trentina la sia praticamente nei ultimi 80 metri della caduta libera, come nel commento di ieri specifico che non ce l’ho con i due dottori che verranno nominati, sono lì da troppo poco tempo per averne anche la minima colpa, ce l’ho con la situazione generale ormai di abbandono.

    1. Tengo a precisare che non ce l’ho con gli augusti cavalieri perche mi rendo tristemente conto che la maggior parte del trentino vive di clericale mediocrità, la demoniaca brillantezza dei figli di Mainardo secondo ci puzza di superbia appunto! Perche quando sento quel “Cosa vot, no poden mia far tutti vin da bozete, ghe se vol anca qualchedun che fa quel da n’euro” capisco che se io fossi vestito a guisa di cavalier moderno ben mi guarderei dal combattere contro i mulini a vento!

  3. La rivoluzione è ‘ finita dove è iniziata: nelle nostre case … Da qui si deve ripartire ! Mamme, mogli educate i vostri mariti e i vostri figli così che possano riprodurre fuori quello che hanno imparato in casa! La società è’ solo lo specchio delle nostre piccole realtà

  4. #apperò #annamobene #propriobene civit nasce nel 2012 … siamo nel 2016 e … la novità è ecosostenibilità … però c’era anche nei già presentati eco1->4 … … … … … … firmiam carte intanto …

  5. Comunque come abbiamo avuto l’occasione di discutere in altre occasioni non sarebbe stato il mancozeb il salvatore della patria. Dove le infezioni sono state feroci anche nelle province limitrofe si sono avuti danni e problemi paragonabili a quelli riscontrati (a macchia di leopardo) nella nostra provincia

  6. Io intanto mi segno chi vuole modificare il protocollo…. così poi quando avranno ciò che chiedono … già si sa qual’è la proposta … NON potranno dire una parola se c’è qualcosa di tossico … e inutile …

    1. Tiziano … leggere e sentire ora richiesta di modifica del protocollo con meno sostenibilità e salute per i cittadini-contadini … e a fine marzo lamentele sulle modifiche … è troppo …

    2. da qui a marzo credo che andranno fatte altre cose. non le modifiche del protocollo. a partire da una massiccia rieducazione dei viticoltori e una revisione dell’assistenza centralizzata…. riporto qui un passo di una cosa scritta 20 anni fa da Varner, Mattedi e Mescalchin: “significativi miglioramenti della difesa della vite sono possibili solo con il coinvolgimento diretto del viticoltore che adatta le indicazioni alla propria realtà aziendale” (terra trentina)

  7. per me era uno dei soci/amici di papà nella grande avventura spumantistica Equipe5 con la prima bottiglia uscita nel lontano 1961! un ricordo penso come anche a lui avrebbe fatto piacere… tutto di bollicine! rip

  8. e’ stato il vero patriarca del vino trentino. Sempre schierato dalla parte dei contadini, autentico promotore della sapienzialità che contraddistingue gli uomini che amano decisamente la loro terra. Con Nello Letrari e altri tre sognatori aveva dato vita all’Equipe5, ma sopratutto è stato l’artefice del Comitato Vitivinicolo, unico esempio di democrazia enoica.

  9. In montagna ogni mattina un piccolo agricoltore si alza, ogni mattina in banca un mutuo si alza, e l’agricoltore sa che dovrà correre più veloce del mutuo perché altrimenti morirá! Comunque è interessante che lo dica lui, di certo non sará per quel 70%aziendale che ha oltre confine

    1. Matteo, c’era più rispetto delle donna quando non c’era tutta questa emancipazione. Sembra che l’emancipazione femminile e il femminismo abbia anche risvegliato alcuni istinti di rabbia all’uomo. Nelle altre specie animali c’è molto più rispetto della femmina e della prole.

  10. unico appunto, personalmente per dare valore all’ambito territoriale avrei tolto la possibilità di supero alla doc Trentino, 150 bastano e avanzano, di più visto che venivamo dai vecchi 140 io avrei abbassato l’asticella a 130. Se vogliamo fare qualità made in Trentino dobbiamo avere l’onestà intellettuale di non prendere per il culo nessuno

  11. Non sarei così certo che il nuovo disciplinare sia un bene. Per me non fa che squalificare il nostro territorio peraltro già ampiamente sputtanato e inesistente nelle cantine dei ristoranti di tutta Italia. Se invece vogliamo riempire gli scaffali della lidl e dell’eurospin avanti così ma poi che nessuno si lamenti (come si può qualificare un terroir con vini da 1 o 2 €?)

  12. Ieri in un negozietto dell’alto adige sullo scaffale vini (peraltro molto piccolo) ho notato la TOTALE assenza di prodotti del nostro territorio, peraltro invece tre etichette di prosecco e due di franciacorta … neanche nella nostra regione riusciamo a proporci per cui propongo da doc prosecco trentino, chissà

    1. E se finalmente cominciassimo a chiamarlo con il suo nome: TRENTO lasciando cadere quell’orribile suffisso (doc)…come si fa con il Prosecco, il Franciacorta, con lo Champagne. O qualcuno si sognerebbe mai di ordinare uno Champagne AOC…?

    2. In realtà, giuliano lo screenshot…del tweet me lo ha mandato ieri mattina una manina santa, perché io twitter lo sono seguo poco. Ora ho controllato e come te, tuttavia, non lo vedo…mah…..chissa…

  13. ho trovato delle tabelle, aggiornate entrambe a fine 2015, quindi credo piuttosto significative. Mi pare che rispetto all AA, il Trentino è avanti soprattutto per il bosco certificato bio e in viticoltortura ma siamo ancora su numeri molto contenuti

  14. il Trentino vanta una produzione biologica pari al 5,6 % della produzione agricola complessiva, una percentuale che è circa il doppio rispetto a quella del vicino Alto Adige,

    Che bisogno c’è di far un confronto così in un comunicato stampa ….

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