Müller Thurgau, vino merce o vino distintivo?

poderi palu

Ogni tanto mi accontento. E per curiosità acquisto vini sugli scaffali da prezzo. Questa bottiglia l’ho pagata, a prezzo pieno,  meno di tre euro. Qualcosa in più di due euro e cinquanta. E’ un Müller Thurgau IGT delle Dolomiti, prodotto e imbottigliato da La-Vis. E’ un vino accettabile. Anzì, ben più che accettabile. Bello fresco, con uno spunto di acidità equilibrato e piacevole, un bel naso floreale – almeno all’inizio, perché poi tende a smontare abbastanza in fretta – e una bocca abbastanza persistente. Cosa si può volere di più per il prezzo di un paio di caffè serviti al tavolo? Niente.
Il fatto, o il problema, è un altro. Se una cantina industriale, dalle grandi tradizioni – lasciamo stare le sventure finanziarie -, che lavora uve provenienti dalla zona del Trentino più vocata per una varietà considerata “distintiva”, riesce a mettere sul mercato vini di questo genere, che arrivano al consumatore finale a questo prezzo, che ne è, e che ne sarà, alla fine, del territorio? Della giusta remunerazione a cui hanno diritto i contadini di montagna, siano essi cooperatori, siano essi vignaioli? Esiste, come questo blog denuncia da tanto tempo, o non esiste un problema di posizionamento dei vini trentini? Questa bottiglia dice, mi dice, di sì. Il problema esiste. Ed è anche serio.